Un cibo nuovo per nuove menti.

Layout 1Dall’8 al 12 Maggio 2014 si è svolto a Torino il consueto appuntamento con il Salone del Libro. L’appuntamento torinese, molto atteso dagli amanti dei libri e non solo, è una kermesse di iniziative culturali che trovano spazio all’interno di uno scenario di impronta quasi surreale, tra incontri con scrittori, musicisti, attori, tutti lì a portata di mano che quasi pare di averli visti di nuovo ieri, in un’atmosfera di familiarità e di scambio alla pari. Ecco come si presenta il Salone del libro: un angolo di emozioni in mezzo a narratori di ogni portata. Grandi o piccoli che siano, gli editori sono lì a farla da padrone tra gli occhi “discreti” di chi ha deciso di passare una giornata all’insegna della cultura.
Quest’anno la Regione Calabria, reduce dall’aver aperto – nella passata edizione del 2013 – una nuova stagione che prevede ogni anno una regione italiana come “Regione Ospite d’Onore”, non ha voluto essere da meno, avvalendosi dell’opportunità di avere a disposizione una vetrina di così ampia visibilità, per presentare il suo patrimonio artistico e culturale che, sempre più spesso, ha bisogno di farsi strada a spintoni per dare luce alle tante figure che contraddistinguono una terra tanto amara quanto appassionata e profonda. E ce lo raccontano i tanti che hanno saputo lasciare segni tangibili della propria presenza e della consapevolezza, con la quale hanno saputo affrontare la loro condizione di essere intellettuali o artisti del Sud, con un bagaglio culturale tanto grande quanto, a volte, completamente oscurato dalle troppe brutture che hanno distolto lo sguardo dalla vera essenza di un luogo, e dei luoghi.
Numerose le iniziative che si sono alternate nello stand, sempre gremito e ricco di spunti di riflessione e di attenzione. “Nutrimenti di Calabria”, il tema proposto dalla Regione Calabria come filo conduttore di questo appuntamento, ha destato l’attenzione di molti grazie alla riflessione incoraggiata dalla rappresentazione di una “multiculturalità per vocazione, per scelta e per necessità”, espressa attraverso le diverse facce di quella solita medaglia che rimane ancorata alla voglia di riscatto, auspicando la condivisone, sempre più capillare, di un bagaglio stimolante e multicolore quale questa terra racchiude. Tutti gli aspetti di questa cultura sono stati toccati con le parole, la musica, l’enogastronomia e le immagini, in un dialogo aperto e appassionante, volto a “nutrire” l’anima e a dare nuovi significati a una cultura che si presenta sotto una veste più consapevole e rinnovata. In tal senso molto spazio è stato dato ai giovani, e alle tante attività che li hanno visti protagonisti e autori di molti progetti per la promozione della lettura, dando spazio soprattutto a  iniziative come il “Progetto Gutenberg”, un progetto che coinvolge studenti, docenti, famiglie, autori e case editrici all’interno di un vero e proprio laboratorio interattivo di lettura e di amore verso i libri, con lo scopo di arricchire il rapporto fra la scuola e il territorio e stimolare sempre più i giovani verso la lettura che diventa strumento di contrasto e di rivalsa per un Sud martoriato e vilipeso . O, ancora, la “Biblioteca Errante” di Vallefiorita, ideata da Patrizia Fulciniti e Gianni Paone, un vero e proprio scrigno prezioso di proposte e di spunti legati soprattutto alla lettura come azione attiva e come educazione al bello e al bene, sentimenti contrapposti alle contraddizioni che, troppo spesso, molte realtà del Sud sono costrette a subire. Si è voluto dare importanza, soprattutto in questa data epoca, a certe testimonianze che racchiudono in se messaggi precisi e che, quindi, hanno il compito di attivare un processo di cambiamento innanzitutto negli animi delle persone tutte, passando, però, da quelle generazioni alle quali è affidata l’indispensabile speranza che sia ancora possibile riattivare gli stimoli giusti affinché ci si risvegli dal torpore e dalla rassegnazione e, pertanto, da quel sentimento di rinuncia che spesso si incastra negli animi di chi vive certe realtà e che non incoraggia la possibilità di far cadere i modelli ai quali si rimane sottomessi.

picchio verdicchioE proprio in questo contesto di interazione con le nuove generazioni e di necessità di nuovi modelli, da scoprire e da instillare negli animi di tutti, il libro Picchio Verdicchio, scritto da Patrizia Fulciniti e edito da Falzea editore, ha trovato spazio all’interno di una dialettica volta a determinare ciò che sarà di questa terra, veicolando nuovi mezzi e nuove tendenze. Picchio Verdicchio è, infatti, il risultato di un progetto che parte da lontano e che trova la sua foce in un dialogo aperto tra le nuove generazioni, affinché la cultura, condivisa e partecipata, possa diventare contrapposizione netta alla paura che ha generato solo sconfitte. Nato all’interno della realtà della “Biblioteca Errante” di Vallefiorita, e grazie al progetto “La Valle delle storie”, Picchio Verdicchio ha avuto modo di far volare alto il suo messaggio anche grazie alla partecipazione di tanti giovani, da tutta Italia, che hanno arricchito questa storia, che parla ai bambini ma non solo, con un corredo di immagini e parole che parlano di libertà e di amicizia, e lo fanno attraverso un messaggio semplice che parla a tutti, dando spazio al pensiero e alla riflessione con lo scopo preciso di prospettare ai bambini uno sguardo nuovo verso il futuro.
Ecco, quindi, che il “Nutrimento” per l’anima di tutti i calabresi lo si palesa attraverso un cibo nuovo per nuove menti, che apre le porte verso ciò che questa terra potrà essere, ma – soprattutto – tramite ciò che, in un’epoca distante dall’orrore attuale, questa terra ha avuto modo di essere e di comunicare: la memoria che ritorna, affamata di giustizia e di spazio da riconquistare, per dare lustro ad un presente oscurato che volge verso un futuro di incerta e dubbia riuscita.
Molti, in questo senso, sono stati gli interventi che hanno introdotto spunti di riflessione, con la loro presenza e attraverso il racconto di quelle figure che si sono apprestate a dare un contributo consapevole alla Calabria, ma che, troppo spesso, sono state relegate in un ordine di dimenticanza generando un vuoto che, oggi più che mai, ha bisogno di essere compensato: dal ricordo dei cinquecento anni dalla nascita del Cardinale Guglielmo Sirleto, alla commemorazione, per i cento anni dalla nascita, dello scrittore Giuseppe Berto, veneto di nascita ma accolto dalla Calabria (in particolare da Capo Vaticano, vicino Tropea) dove visse l’ultima parte della sua vita e dove è stato seppellito, di Renato Dulbecco, Premio Nobel nel 1975 nato a Catanzaro, fino alla celebrazione dei novant’anni di Saverio Strati – una figura di intellettuale che per troppo tempo è rimasta esiliata in un immotivato angolo che lo vedeva legato ad un tipo di letteratura regionalistica e, quindi, di ristretto interesse, ed al ricordo dell’intellettuale meridionalista Pasquino Crupi. Queste e altre figure importanti, raccontate e rivelate, secondo nuovi occhi, da altrettante figure degne di nota del panorama letterario e culturale italiano come Goffredo Fofi, Carmine Abate, Vito Teti, Mimmo Gangemi e Vittorio Sgarbi.
Una memoria, dunque, che rinasce e che si rivela attraverso una condivisione stratificata, tanto quanto lo è la cultura che appartiene a questa terra, per aprire nuove possibilità e ricominciare un dialogo che dia certezze ad un’identità inseguita sul filo del sogno: il sogno di restituire la giusta connotazione ad una terra e al suo bagaglio culturale, cantato da molti e rimasto relegato nell’oblio di una falsa rappresentazione che vede il Sud alla stregua di un grande villaggio turistico, dove solo i panorami mozzafiato e le bellezze naturali diventano meta di “truppe” di turisti alla ricerca di quell’ora d’aria per la cura del proprio corpo. La Calabria è tanto altro e, in quella cornice fatta di bellezze naturali, la cultura si fa linfa vitale per far riemergere l’immagine di autentica bellezza che ricompone l’identità di una terra che non rinnega nulla, ma cerca ardentemente di ristabilire la sua vera essenza.

Emanuela Gioia

 

Nelle foto frammenti di Nutrimenti per l’anima.

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